Archive for ottobre, 2013


Il lavoraccio è finito.

Ho finito di rivedere (ancora una volta, visto che c’erano problemi di punteggiatura e altro, causati dallo strumento di revisione di Word) tutti e tre i romanzi pubblicati, ho aggiornato il tutto, e da domani 26 ottobre ripartono le promozioni.

Appena capisco come funziona Twitter, sarò anche lì.

Promozione valida dal 26 ottobre al 28 ottobre 2013.

 

http://www.amazon.it/dp/B009GPVFDQ

http://www.amazon.it/dp/B009GPN6I8

http://www.amazon.it/dp/B009GJRM7K

Offertone

In questo momento sto ri-rivedendo gli errorini sparsi (rimasti causa strumento “revisione” di Word …) dei tre romanzi pubblicati.

Mi si sono finalmente resettati i 5 giorni di promozione e a breve li rimanderò in offerta, forse domani o dopodomani; devo ancora ricontrollare “Risveglio”. Mi ci vorrà un pochino.

In effetti è una buona domanda.

Tra una cosa e l’altra sto cercando di lavorare alla revisione di un lavoro che ho portato a termine, se non ricordo male, ormai l’anno scorso, ai primi di gennaio.

Un lavoro piuttosto giovane.

“L’ultimo impero”.

Il mito del vampiro e del mago. Era da tempo che volevo cimentarmi in qualcosa del genere, e qualche anno fa ci ho provato. Anche se la strada del “vampiro” ormai è stata battuta da molti autori.

In questo momento, sono a pagina 74 di cinquecento circa e il lavoro che mi rimane è ancora enorme; devo portarlo avanti tra le innumerevoli faccende del quotidiano (e io che pensavo che l’anno scorso non avevo sufficiente movimento e volevo qualche impegno di più!).

Spero di avere una copertina e un testo pubblicabile sull’abituale mezzo di amazon prima della fine del corrente mese.

Nel frattempo, mi si sono resettati i giorni di promozione di Götterdämmerung e Paranormalkommando, a cui devo dare un’ulteriore spuntatina (alcuni lettori suggeriscono che il controllo ortografico non sia stato meticoloso – mi servirebbe una segretaria).

O un editore e un correttore di bozze.

Ma in questo periodo è più probabile una invasione aliena che trovare un editore.

Stay tuned?

http://www.amazon.it/Risveglio-ebook/dp/B009GJRM7K/

“Jack Wright è un giovane architetto del 21° secolo, stressato dal lavoro e incatenato ai suoi obblighi verso la sua società.
Scoprirà molto presto che ciò che lo circonda, quello che ritiene reale, è ben differente da ciò che in realtà è. Scoprirà che gli umani sono prigionieri della società che si sono creati, per decreto dei signori dei piani.
Ma l’universo e i suoi diversi piani di realtà, non sono affatto un posto ordinato, anzi, sopravvive di un ordine precario e la guerra tra le specie che lo popolano è sempre più prossima.
Un antico signore viene liberato dalla sua prigione eterna. Ora sta per tornare sul suo seggio cosmico e minaccia di distruggere questo precario equilibrio e precipitare l’intero cosmo nel caos.
Jack Wright troverà il suo destino in questo ordine caotico?”

Link su goodreads:
http://www.goodreads.com/book/show/18392123-risveglio

Da tempo ho considerato questo romanzo come il mio “masterpiece”. Intendiamoci: non per la prosa.

Tutto è cominciato da questo autore, nel lontano 2005/2006,

http://www.amazon.it/Guardiani-della-notte-Chrysalide-ebook/dp/B008561RZ8/

, con la saga dei guardiani del giorno/notte/crepuscolo. Luk’janenko è stato un grande ispiratore per la mia opera; l’idea di fondo, è un mondo governato dalla “magia”, bene/male, ordine/caos, libertà/regole, con questi personaggi a vari livelli di “potere”, in grado di trarre la propria forza dal bene e dal male presente nelle persone, in eterno equilibrio per via del patto, dopo le innumerevoli e inconcludenti guerre.

Il romanzo allora è iniziato al contrario. Non inserirò spoiler né spoiler alerts (tutto sommato un centinaio di lettore la cui sensibilità potrebbe esserne urtata, ce li ho), per cui dirò soltanto che questo romanzo è iniziato con la scena finale.

Mi sono immaginato la battaglia finale, con il finale che chi lo leggerà potrà scoprire. L’ho pensata a lungo, l’ho ripensata a lungo … ogni volta si aggiungevano maggiori dettagli, su chi fosse il protagonista, che cosa fosse il protagonista, chi erano i loro antagonisti…

Infine è nato il romanzo, dopo aver raggiunto la “massa critica” di questo flusso di pensieri.

Per me, gli autori russi sono in qualche modo dei creativi con una potenza comunicativa non comune. Mi ricordo ancora Delitto e castigo di Dostoevkij, malgrado la difficoltà del pesante stile ottocentesco di questo autore, e la difficoltà di leggerlo, devo ammettere che è il romanzo che più mi rimase impresso, con la scena dell’uccisione della vecchia usuraia.

Ecco, da Luk’janenko ho tratto ispirazione, solo che nel mio universo, c’è una potenza primordiale, antica come l’universo stesso, che fluisce tra i diversi piani (ben 8 realtà alternative, popolate da esseri alieni con diversi gradi di consapevolezza, spesso in guerra tra loro). E gli umani hanno una storia travagliata.

Naturalmente in questo mio romanzo ho incluso anche Atlantide, mito della mia infanzia (e oltre, con tutti i libri che ho letto a riguardo – Atlantide è un mito dal fascino irresistibile).

Dal 2006, mi ci è voluto un anno – come tutte le mie opere più grandi – a scriverlo e portarlo a compimento. In origine il titolo era “Dio del male”, non prevedevo un seguito. Anni dopo, dopo almeno 4 revisioni, dopo che il mio stile e la mia conoscenza della lingua sono modificati nel corso del tempo, l’ho rivisto, corretto, tagliato e ricucito.

E infine non ho saputo resistere alla tentazione di continuare la storia, anche se un seguito sembrava impossibile (a meno di parlare di esseri che a colazione si lanciano le galassie in faccia per insultarsi).

“Dio del male” è diventato “Risveglio”, il primo testo del Multiverso. Il suo seguito (ancora nel cassetto e al momento pronto per essere rivisto, concluso ormai più di un mese fa), Ribellione, il secondo del Multiverso. Il terzo forse sarà Resistenza – è solo un’idea, tanto per avere una trilogia con il nome ridotto di R.R.R. o R^3 (ok, sto scherzando).

La parte più impegnativa è stata creare la copertina a dire la verità: google sketch up mi è venuto in soccorso, assieme all’onnipresente photoshop.

http://www.amazon.it/Götterdämmerung-ebook/dp/B009GPN6I8/

“Metà del ventunesimo secolo, la razza umana ha ottenuto la risposta alla domanda che si è posta per secoli, se siamo davvero soli nell’universo. Vascelli di una specie intelligente sconosciuta hanno invaso il pianeta; gli umani hanno resistito e combattuto. Nessuna delle due fazioni in lotta ha vinto, ora gli invasori sono in orbita, che attendono il momento propizio per sferrare l’attacco finale e gli umani si sono rifugiati in città sotterranee, abbandonando la superficie del pianeta al caos.
Harry Dwight, è un abitante di questo nuovo mondo, nato poco prima dell’arrivo dei visitatori alieni. Vive in una delle città sotterranee del nordamerica ed è un esploratore di superficie.
Di fronte a una dittatura sempre meno celata, è costretto a fuggire. Nel suo girovagare incontra quelli che potranno diventare le chiavi di svolta per la guerra all’eterno nemico: una intelligenza artificiale dimenticata, in una base dell’aeronautica militare prima che quest’ultima venisse annientata, e una squadra di visitatori europei, della città Götterdämmerung al di là dell’oceano.
Il quadro inizia a delinearsi: nuove idee per la vittoria finale, l’ausilio dell’unica I.A. esistente, e la caparbietà di un esule. Chi vincerà l’ultima battaglia per il pianeta?”

Registrato su goodreads a questo link:
http://www.goodreads.com/book/show/18132609-g-tterd-mmerung

La storia di questo manoscritto comincia nel 2009, al contrario di Paranormalkommando, è nato con il chiaro intento di diventare un romanzo compiuto.

L’idea che l’ha ispirato (al di là delle reminiscenze di film come Independence Day, Visitors, tutta la letteratura su arrivi alieni, ancora altri film come The day the earth stood still eccetera), è partita dall’idea di base dei “Freeroamers”. Quello che nel romanzo, sono degli scout vagabondi, con un bel po’ di tecnologia sulle spalle, per andare alla ricerca di qualunque risorsa o informazione, nei deserti, nelle foreste, tra le montagne, sulle colline; ovunque, in sostanza, sulla superficie ormai ostile e di nuovo sconosciuta del pianeta Terra. Quando una squadra di Freeroamers trova qualcosa di importante, comunica con la città sotterranea, attraverso una radio particolare: si spara un razzo in aria che si porta appresso il sottile cavo, attraverso il quale si manda un breve messaggio alla Città Madre. E’ compito poi del corpo militare decidere che risorse stanziare, per la scoperta.

La parte migliore di quando si scrive, è quella di immaginarsi la scena, con tutte le emozioni del caso, come se i propri personaggi fossero degli attori che rispondono alla propria mente. E questa scena che continuava a vagare nella mia memoria mentre lanciavo la pallina da tennis, seduto alla mia scrivania, in stile dottor House, alla fine ha preso corpo.

Si avvicinava naturalmente il 2012. La tv (che io chiamo water a ciclo inverso, per ovvi motivi) continuava a ripetere che il 21 dicembre 2012 secondo le profezie maya era prossimo. Con il senno di poi, l’unica cosa che si può dire del 2012, è che ha portato un bel po’ di persone a svegliarsi dal proprio torpore – basta vedere la situazione economica, politica e sociale.

Mentre a tutti gli effetti non è mai esistita una profezia maya, se non nei libri di quei mistificatori patentati di Cotterel, Bauval, Hancock – uno un Indiana Jones troppo entusiasta, l’altro un ingegnere belga volenteroso di aggiungere parole alla già esistente bibliografia parascientifica e, l’ultimo, un giornalista che per vendere ha bisogno di stupire.

Ma tornando in tema, l’invasione aliena è l’espediente più usato, nella narrativa e nel cinema, forse più in quest’ultimo; un tema molto difficile da trattare, in effetti, senza ricorrere al cliché o al già visto e già sentito. Mi sono perciò limitato a usarlo come sfondo, per creare una atmosfera di minaccia sempre tangibile per l’uomo di superficie come per l’uomo che si è arroccato nelle città Stato, in attesa di vincere la guerra.

Mi sono allora lasciato andare a una storia in tema libero, aggiungendo elementi casuali, come Nikola Tesla; come faccio sempre, la storia procede con una consequenzialità logica: mi prefiggo dei parametri operativi entro i quali non è logico uscire. Ossia, ad esempio, se esiste una città stato nel nordamerica dal quale proviene il protagonista, è logico che esista anche in Europa, e altrove. Cosa succede se, quasi per caso, le strade si incrociano?Dicevo, ho anche dato spazio a Nikola Tesla. Infatti in quel periodo, mentre scrivevo il romanzo, ero rimasto incuriosito dal genio serbo; ho anche raccolto una discreta quantità di materiale, tra biografie e letture. Come “faro”, naturalmente, il mistero (che alla fine non si è rivelato un mistero, ma un errore del grande pubblico) della scomparsa delle sue carte.

Alla morte di Nikola Tesla all’età di 87 anni, nel 1943, in una camera d’albergo, accadde che l’Office of Foreign Property sequestrò tutto quello che era appartenuto all’inventore. Per una ragione molto semplice a dire la verità: l’OFP fu creato durante la Grande Guerra con lo scopo di porre sotto sequestro, temporaneamente, i beni delle persone residenti negli Stati Uniti nate in o cittadini di nazioni belligeranti e ostili agli USA.

Fu così che iniziò la leggenda; attorno agli anni 50 i documenti furono restituiti al nipote di Nikola Tesla. E dagli anni 60 o 70 furono poi spostate nel museo di Nikola Tesla a Belgrado.

http://www.tesla-museum.org/

Per circa trent’anni si fece richiesta al direttore dell’FBI, Hoover, e dopo un paio dei suoi successori, di avere copia a fini di studio degli incartamenti. La risposta era sempre uguale “gentile signore/a, non le abbiamo noi ma le ha l’Office of Foreign Property”.

Esiste inoltre un altro saggio che si presume scomparso da tempo o nella cassaforte di qualche eminenza grigia.

Si tratta di una lettura che Tesla tenne in una università inglese attorno al 1880, sull’energia radiante, che pare capirono in pochi. Come al solito, nasce la leggenda del motore in grado di violare le leggi della termodinamica (che in realtà non sono vere e proprie leggi, sono osservazioni ottocentesche sulla natura delle forme di energia e saranno vere fino a quando non si dimostrerà il contrario).

Leggendo il testo della Cheney http://en.wikipedia.org/wiki/Tesla:_Man_Out_of_Time oltre alle biografie come quella scritta da John Roland Hans Penner, si fa presto a fare il punto della vita di Tesla, anche nei momenti più “oscuri”, sempre usando la razionalità.

Il mistero della scomparsa delle carte ha inizio nei primi anni della Seconda guerra mondiale, quando Tesla si adoperò con tutto quanto era in suo potere per usare in qualche maniera un deterrente efficace alla guerra che avrebbe sicuramente devastato l’Europa (del resto, si poteva ipotizzare anche allora cosa un conflitto su vasta scala avrebbe comportato). Ossia dichiarò di poter creare un efficace scudo contro gli attacchi aerei attorno a ogni isola o continente dove sarebbe stata montata la sua macchina – il raggio della morte.

Qualcosa di simile è stato ottenuto, oggi, forse, con i vari HAARP arrays.

Mentre sull’energia radiante, inseguendo le voci di corridoio, si arriva a questo http://www.teslasociety.ch/info/NTV_2011/free.pdf (The Free Energy Secrets of Cold Electricity) e il mistero di Edwin Gray – che qui riporto come espansione del discorso, per curiosità – , morto in circostanze “inusuali”, poco tempo dopo aver dichiarato al mondo di essere riuscito a ripercorrere la strada di Nikola Tesla per creare un motore che, una volta in funzione, era in grado di generare più energia di quanta ne occorresse per portarlo a regime e tenerlo in funzione.

Il testo lascia un po’ perplessi, a dire la verità; stando a quanto si legge (ma i libri si lasciano scrivere), Edwin Gray, che stando appunto al complottismo sarebbe stato “eliminato” per ovvie ragioni, sarebbe riuscito a creare un motore che si differenzia dalla macchina a vapore sul quale ogni motore, da traino o per produrre energia elettrica (la centrale nucleare è, per dirla in maniera banale, una macchina a vapore con acqua riscaldata dalla scissione degli atomi).

A leggere bene tra le righe salta all’occhio che l’invenzione ha diversi punti oscuri, in cui dal brevetto non si riesce a capire l’esatto funzionamento (ricorda un po’ la fusione fredda).

Lascio al lettore la voglia di andarsi a cercare tutti gli scritti (purtroppo presenti soltanto in lingua inglese, ma ormai dovrebbe essere standard comune nel 21esimo secolo, come seconda lingua), le biografie e le letture di Tesla.

http://www.amazon.it/Paranormalkommando-ebook/dp/B009GPVFDQ/

“1946: la Germania nazista ha vinto la guerra a oriente e stabilito la tregua con l’occidente.
L’Europa è occupata, così come la Gran Bretagna.
In questo scenario, un corpo delle SS, nato da una costola delle “Totenkopf“, il Paranormalkommando, si trova a operare. Lo scopo principale, è indagare sul mistero del paranormale.
I gerarchi nazisti sono preoccupati per la salute di Hitler: non vivrà per sempre e il Reich non è così forte da sopravvivere, se la sua guida verrà meno in questo momento delicato.
Una valle in Georgia si dice contenga la fonte dell’eterna giovinezza; Von Kelpe è l’ufficiale che sarà inviato a indagare su questo mistero.”

Registrato su Goodreads, a questo link:

http://www.goodreads.com/book/show/18392104-paranormalkommando

Devo ammettere che questo romanzo ha una storia alquanto travagliata.

Nasce dall’ispirazione avuta da un’avventura grafica per pc (Scratches – Graffi mortali). Una buona storia può arrivare in ogni forma: al cinema, in un telefilm, in un gioco per personal computer, un altro romanzo …

Io ho trovato l’ispirazione grazie a una ambientazione ben fatta in una avventura grafica.

La mia grande ossessione, è sempre stato il periodo compreso tra il 1914 e il 1945, in particolare la Germania nazista. Credo di essere riuscito nel mio tentativo di descrivere un corpo delle SS che si occupa, principalmente, del paranormale. Un po’ come Dylan Dog, solo con la croce uncinata al braccio e il teschio in veste esoterica al berretto.

Forse un giorno (come suggerisce qualcuno su amazon) può diventare una interessante serie di romanzi. La storia delle SS rimane tutto sommato una storia spinosa, la storia della Germania del periodo, se possibile, è anche peggiore da trattare in un testo non storico.

Senza rischiare di farla diventare un’apologia del nazismo, la storia deve confrontarsi con i crimini commessi durante la guerra, con i crimini perpetrati ai danni degli ebrei di tutte le nazioni occupate: insomma, un fatidico sbarco a Omaha Beach.

Dicevo, una storia travagliata, perché è iniziato come un racconto breve, che mi ha molto soddisfatto. Un po’ come stare sul ponte olografico di Star Trek, il riuscire a parlare di una ucronia del 1946 in una Inghilterra occupata.

Il racconto breve poi, dopo innumerevoli revisioni, correzione dei “toni” assunti dai personaggi e dalla storia stessa, è diventato un fatidico romanzo. Il più corto che ho mai scritto.

E’ stata la prima volta in assoluto in cui mi sono sentito “trascinato” dalla storia, e incanalato sugli stessi binari che avevo creato io con il primissimo racconto breve.

Il romanzo è iniziato nel lontano 2008 e da allora ha subito fino a quattro revisioni, in una serie di taglia/cuci/riscrivi, che sembra il mostro di Frankenstein (rimanendo in tema di orrore/paranormale).

Al momento, sono molto attratto da un’altra storia, quella del Multiverso (racconterò meglio che cosa ho fatto con quel romanzo un altro giorno). Per la quale ho in mente una piccola serie per dare spazio alle avventure degli umani prigionieri dei signori dei piani. Non escludo tuttavia un altro filone di storie riguardo il paranormale e con i personaggi per me preferiti: i nazisti. Che come dice Hassel, per bocca di Joseph Porta, sono diventati ormai come gli orchi nelle favole dei fratelli Grimm.

Il blog riparte, con questo post, dopo un revamp integrale (a dire la verità, non so ancora che cosa buttarci in questa pagine, ma qualcosa di interessante lo troverò – credo).

All’inizio, questo blog ospitava le mie opere, ma il mio esperimento ha attratto ben pochi lettori interessati. Ora si riparte, dopo la scoperta di Amazon KDP come nuovo ospite per le mie opere (dopo il lavoro di revisione massiccio compiuto dal sottoscritto, un po’ me lo merito).

Adesso riparto da zero, con una nuova grafica (i temi di WordPress sono tutti molto … vuoti . mi ci è voluto almeno una settimana per trovarne uno che mi piacesse, ma pensate un po’). Dedico questo blog alla fantascienza, e alle mie opere, e alle storie di queste opere e tutto quello che ruota attorno a esse.

Basta chiacchiere, torno a revisionare i miei scritti.